Ma esiste ancora un turismo pasquale? Chissà se è vero quel vecchio adagio che dice “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”. Dipende. Da famiglia a famiglia, da caso a caso. Da persona a persona, in pratica. Sul con chi passare la Pasqua ognuno ha deciso come meglio ha voluto, mentre sul dove trascorrere il periodo pasquale i turisti sono stati chiari e decisi. Montagna oppure città d’arte. Mentre il cioccolato delle uova si sta ormai, sigh, esaurendo nel frigorifero di casa, arrivano i primi dati. Quelli che fotografano la situazione del turismo pasquale in Italia. Assoturismo e Confesercenti hanno promosso un’indagine, nella quale emergono dati in chiaroscuro.

Numeri in calo perché…

A partire dai numeri: un calo dell’1,2% rispetto alla Pasqua del 2017 nelle presenze. Sostanzialmente stabili i valori dei turisti stranieri presenti nel nostro paese, mentre gli italiani scendono del 2,2%. Dura però “guerreggiare” a suon di numeri con lo scorso anno. Quando Pasqua non capitò così presto bensì a ridosso del 25 aprile. Cosa che aveva spinto tanti ad organizzarsi un maxi ponte. Favorendo un turismo pasquale di massa. Con le abbondanti nevicate di quest’anno la montagna, con le sue ultime sciate, ha attirato parecchio. Tanto che il tasso di saturazione delle località montuose ha raggiunto l’80%, insidiando da vicino “sua maestà”. Come? Chi sarebbe sua maestà? Stiamo parlando delle regine della Pasqua, ovvero delle città d’arte anche quest’anno meta preferita da tanti, tantissimi. Così tantissimi da arrivare a registrare un tasso di saturazione dell’84%. Un giretto a Venezia, Roma, Firenze, insomma, per gli stranieri come per gli italiani è sempre un qualcosa di speciale.

Toscana über alles

Ed allora ecco che nella speciale classifica delle regioni più visitate la Toscana la fa da padrone. Davanti all’accoppiata composta da Veneto e Liguria praticamente a braccetto. Merito di una città come Genova che sta attirando numeri di visitatori sempre maggiori. In fondo a questa speciale classifica, invece, quelle regioni come Calabria e Sicilia dove si aspetta l’estate. Perché ok che il clima è sicuramente più mite rispetto a qualche settimana fa. Ma per farsi il bagno e prendere il sole bisogna aspettare ancora un pochino.

 

Vuoi vedere tutti i dati? Clicca QUI